La proposta del Meetup di Marcellina al Tavolo Ambiente Regione Lazio

Regione Lazio m5s

Dati Ocse posizionano l’Italia solo al 27° posto per l’ambiente. La Regione Lazio ha predisposto un PRR (Piano Regionale Rifiuti) nel 2012 in risposta alla bocciatura della Commissione Europea per mancato adempimento degli obblighi di legge e dei risultati conseguiti con il precedente PRR del 2002. Il nuovo PRR in realtà, malgrado sia composto da più di 800 pagine, non pianifica assolutamente nulla, ma si limita ad una fotografia della situazione nel momento della sua scrittura.

Il m5s ha iniziato un lavoro di studio e proposta, presso la Regione Lazio, per un piano di programma con obiettivo tendenziale allo SCARICO ZERO.

Si tratta di perseguire tutte le procedure che le BAT (Best Available Technology) mettono a disposizione,  per raggiungere step by step il riciclo integrale senza incenerimento e senza discariche. Utopia?

Allo stato attuale sembrerebbe di si. Tuttavia, basterebbe il coinvolgimento pieno e onesto della politica, delle Istituzioni, degli  operatori del settore e dei cittadini, perché sia possibile la realizzazione di obiettivi solo apparentemente così prestigiosi.

Il nuovo piano doveva rispondere in primis alle nuove normative:

  • il decreto discariche (D.Lgs 36/2003) che ha imposto il divieto dei rifiuti non trattati in discarica e la riduzione dei rifiuti biodegradabili
  • il nuovo codice ambientale (D.Lgs 152/06) che disciplina con maggiore dettaglio numerosi temi in materia di competenze, programmazione e regolazione della materia di rifiuti

La risoluzione del Parlamento Europeo (24/05/2012) e Commissione Europea (7° programma d’Azione ambientale 02/07/2014) prevede:

  • Entro il 2020 il rifiuto residuo deve essere quasi zero, e i rifiuti riciclabili e compostabili non potranno essere inceneriti. (ris. Parl. U.E.-2012) 
  • È opportuno rimuovere gli ostacoli …. per progredire verso un’economia «circolare» basata sul ciclo di vita, con un uso senza soluzione di continuità delle risorse e rifiuti residui che sia quasi inesistente (Com. 2014) 
  • Significa prevedere una progressiva chiusura degli inceneritori a favore delle riduzione e del riciclaggio con una quota sempre più minimale da smaltire. 

I risultati al 2013 sono ancora poco confortanti se rapportati alle indicazioni di cui sopra (rapporto ISPRA 2014):

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In particolare ritardo è la regione Lazio.  se comparata con la regione più efficiente, quella meno efficiente e la media italiana.

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Risulta evidente la necessità di promuovere azioni atte almeno all’ottenimento in tempi brevi di risultati già raggiunti da altre regioni e azioni tendenti allo scarico zero a medio e lungo termine.

Obiettivi al 2020 (atr. 1):

  1. RIDUZIONE                       20%
  2. RIUTILIZZO                         5%
  3. RICICLAGGIO                     85% 
  4. RECUPERO DI MATERIA         95% 
  5. RECUPERO DI ENERGIA + SMALTIMENTO: > dal 65% al 4% 

  Da 300 a 25 Kg procapite/anno

Come ottenere questi obiettivi?

Riconversione:

  • Minimizzazione del rifiuto non riciclato che deve tendere a zero
  • Raccolta domiciliare porta a porta con tariffa puntuale
  • Buone pratiche di riduzione della produzione dei rifiuti:
    • Compostaggio domestico
    • Bere l’acqua del rubinetto
    • Fiere del baratto
    • Gruppi di Acquisto Solidale
    • Centri comunali del riuso
    • No alla pubblicità
    • Acquisto prodotti sfusi e alla spina
    • Filiera corta
    • No all’usa e getta nelle feste
    • Pannolini lavabili
    • Cialde caffè biodegradabili
  • Sostituzione o affiancamento dei centri per il riuso ai centri di raccolta
  • Incentivi ai prodotti derivanti dal materiale di riciclo attraverso l’applicazione più bassa possibile delle aliquote IVA, per far decollare definitivamente l’industria del riciclaggio e compostaggio.
  • Istituzione dei certificati bianchi per la riconversione dell’impiantistica di incenerimento verso l’impiantistica di riciclaggio, sovvenzionati con l’introduzione di una tassa di scopo sul vuoto a perdere. In particolare la riconversione degli inceneritori nei nuovi impianti di TMB-Selezione da cui è possibile ricavare anche dal rifiuto residuale una parte di frazioni da riciclare.

Il Centro ricerca del paese di Capannori indica i seguenti “Dieci passi verso Rifiuti Zero”

  1. Separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
  2. Raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
  3. Compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
  4. Riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
  5. Riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.
  6. Riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
  7. Tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.
  8. Recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
  9. Centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
  10. Azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

La discussione aperta dal m5s ha quindi l’obiettivo di vagliare tutte le alternative disponibili, già sperimentate o da sottoporre a verifiche di applicabilità, e proporre un piano articolato che proietti la Regione Lazio verso lo “ZERO RIFIUTI”

 

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