Resoconto Consiglio Comunale del 30 Aprile 2020

Il 30 aprile si è svolta, in modalità video conferenza, la seduta di consiglio comunale per l’approvazione di due variazioni di bilancio e una proposta di delibera sulle misure straordinarie a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La più importante variazione di bilancio è quella che vede entrare nelle casse comunali  28.402,73 Euro, contributo relativo alla Deliberazione di Giunta regionale 31 marzo 2020, n.138.

Il contributo, come si vede dallo schema in basso, è stato destinato in uscita dal bilancio separandolo in due capitoli diversi: € 20.000 per spese per interventi connessi all’emergenza covid-19 e € 8402,73 per spese acquisto beni per emergenza COVID-19.

Emerge quindi la volontà di destinare solamente € 20.000 alla distribuzione dei buoni spesa per le famiglie in stato di necessità. Notiamo infatti che nell’avviso relativo alla distribuzione di buoni pasto, diversamente da quanto fatto nel primo bando, non è indicata la cifra a cui si può dare fondo per accontentare le numerose domande già pervenute.

Non si comprende perché dare una destinazione diversa, ad una parte del contributo, da quella che la Deliberazione di Giunta regionale indica, cioè finalizzare gli importi unicamente per l’erogazione di buoni spesa/pacchi alimentari e spese per medicinali a favore di famiglie residenti/domiciliate nel Lazio in situazione di contingente esigenza economica derivante dall’emergenza COVID-19. 

Alla domanda su quale fosse la motivazione di tale suddivisione, il Vicesindaco e Assessore ai Servizi Sociali, ha dichiarato che sarebbero stati utilizzati a seconda delle necessità, cioè 20.000 Euro per buoni spesa e la restante parte per “l’acquisto di beni di prima necessità e pacchi spesa“, precisando che nella domanda è possibile specificare cosa si preferisce, cosa che non è possibile sapere dalle domande già pervenute e ancora da erogare.

Ma la realtà è che nessuno presenterà la domanda per questa parte di contributo perché non basterà neanche per accontentare quelle già pervenute.

Sappiamo infatti, sempre tramite l’Assessore competente, che sono pervenute ben 360 domande di cui 196 hanno avuto erogazione dei buoni spesa dando fondo al contributo della Protezione Civile di complessivi € 59.356,15 con una media quindi di ca. 300 Euro a nucleo familiare. Calcolando che rimangono, alla data dell’informativa, 164 domande a cui sicuramente se ne aggiungeranno molte altre dovute alle sempre maggiori difficoltà, visto il perdurarsi della situazione di emergenza che indurrà anche chi a resistito finora a presentarla, i 20.000 Euro messi a disposizione da questa amministrazione appaiono insufficienti, come anche il totale di 28.402,73 euro complessivi.

Il problema, poi, dei pacchi alimentari non sussiste in quanto possono essere acquistati, di volta in volta, con gli stessi buoni spesa da chi sarà incaricato a recapitare gli alimenti a casa del richiedente.

Quale sarà la destinazione di un secondo capitolo e quale la discriminante per chi presenterà domanda di aiuto? Il fatto certo è che mancheranno a chi ha fatto domanda del buono spesa.

Perché non si è agito, così come hanno fatto la quasi totalità dei comuni limitrofi, con un unico bando destinando i fondi arrivati da Protezione Civile e Regione Lazio ad un unico capitolo ad hoc?

Ancora una volta la trasparenza amministrativa, che specialmente in queste situazioni dovrebbe essere al primo posto, viene a mancare.

Ho chiesto durante la seduta di consiglio, la correzione di questa variazione e di destinare i 28.402,73 Euro unicamente al soddisfacimento delle richieste pervenute da parte dei cittadini in forte difficoltà economica . Il Consiglio non ha ritenuto di esaudire la mia richiesta e quindi ho depositato la mia dichiarazione di voto contrario .

Aggiungo che, a mio parere, una volta esauriti i fondi disponibili, il comune dovrebbe farsi carico anche con proprie risorse delle spese per fare fronte a tutte le richieste, senza far rimanere nessuno indietro.

L’altra variazione destina poi 1000€ risparmiati dalle spese per la refezione scolastica a carico del Comune ad enti e associazioni culturali e 4000€ di contributi regionali ad enti ed associazioni culturali per manifestazioni. Credo che in un momento come questo si debba ragionare accuratamente prima di decidere a chi destinare anche piccole somme per dare un aiuto sostanziale alle famiglie in forte difficoltà. 

Anche in questo caso il mio voto è stato contrario a causa della poca trasparenza sull’effettivo uso di risparmi e contributi specialmente in questo periodo di emergenza.

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