Rendiconto 2016 per Marcellina, ancora un miraggio… come il rispetto delle regole.

Gli aggettivi per definire la situazione in cui ci troviamo dopo l’ultima decisione del Governo del PD, cominciano a scarseggiare.

Nella Conferenza Stato-Citta’ ed Autonomie Locali, Presidenza del Consiglio dei Ministri, del 4 Maggio 2017, il Governo ha deciso di presentare un emendamento al D.L. n.50/2016 per prorogare gli “…adempimenti relativi alla contabilità economico-patrimoniale” (su richiesta dell’ANCI, punto 3 del Verbale della Conferenza). Si tratta di una proroga alla data del 31 luglio 2017 per la presentazione dei documenti di contabilità economico-patrimoniale, mantenendo inalterati i termini di legge previsti per l’approvazione del Rendiconto. Dietro questi tecnicismi si nasconde qualcosa di più triviale di ciò che sembra, ma anche molto più inquietante per i cittadini.

Vediamo i fatti:

  1. Il 30 aprile 2017 era il termine ultimo per l’approvazione del bilancio consuntivo 2016, e il 31 maggio 2017 è (era) il termine dentro il quale (art. 161 TUEL così sostituito dall’art. 43, c.1 legge n. 89/2014), i comuni sono (erano) tenuti a realizzare le certificazioni sui principali dati del bilancio di previsione e rendiconto della gestione per trasmetterli al Ministero dell’Interno.
  2. Con Decreto del 26 aprile 2017 del Ministero dell’interno (G.U. n. 103 del 5 maggio 2017), sono stati approvati i modelli di certificato del rendiconto della gestione 2016, che gli enti locali, sono tenuti a predisporre e trasmettere entro il 31 maggio 2017.
  3. La mancata trasmissione del certificato, da parte dei comuni, comporta la sospensione del pagamento delle risorse finanziarie (a qualsiasi titolo) dovute dal Ministero dell’Interno, perfino quelle a titolo di fondo di solidarietà comunale.
  4. In considerazione della mancata approvazione entro il 30 aprile 2017 del Consuntivo da parte del comune di Marcellina come Ente locale inadempiente (ex lege), il Prefetto ha inviato ai Consiglieri Comunali e al Sindaco, diffida “affinché il Consiglio Comunale provveda, entro venti giorni, all’approvazione del relativo rendiconto” (notificata il 16 Maggio) e solo nel caso in cui la Giunta abbia approvato lo schema di rendiconto. Al contrario se entro il 30 aprile la Giunta non lo ha fatto il Prefetto nomina un Commissario “ad acta” per l’adozione dello schema medesimo, e, una volta predisposto, provvede ad assegnare al Consiglio Comunale un termine di 20 gg. per l’approvazione. Nel caso in cui il Consiglio Comunale, nonostante la diffida a provvedere, non adempia all’approvazione del documento contabile, il Prefetto si sostituisce al Consiglio Comunale mediante Commissario e avvia la procedura di scioglimento. (art. 141, comma 2, del Testo Unico Ordinamento Enti Locali 267/2000).
  5. Bisogna riconoscere la complessità della materia e dei requisiti per affiancare la contabilità finanziaria con quella economico-patrimoniale che richiedono competenze tecniche che non si acquisiscono in tempi brevi. Queste difficoltà hanno determinato la richiesta dell’ANCI nella “Conferenza Stato-città ed autonomie locali” del 4 maggio 2017. Ma e’ giusto anche ricordare che l’obbligo di introdurre la contabilità economico-patrimoniale era previsto da una legge di sette anni fa, precisamente dall’art. 2 del D.lgs n. 118/2011.

Tutto questo ci induce a porre alcune domande che ci sembrano pertinenti: Come mai al Comune di Marcellina non son bastati sette anni per prepararsi alle novità introdotte dalle legge sopra citata?

Ci piacerebbe sapere dal Sindaco e anche dai Consiglieri di maggioranza, perché ad oggi, non è stato approvato il bilancio consuntivo 2016, viste le gravi conseguenze a cui il comune potrebbe andare incontro (commissariamento)? Per caso si era in attesa della “Ciambella di salvataggio” del governo che, con provvedimento urgente avrebbe rinviato la sola contabilità economico-patrimoniale al 31 luglio 2017 rendendo quindi possibile la deliberazione dei rendiconti 2016?

Anche in questo caso sembra siano stati commessi gravi errori di valutazione che, tanto per variare, mettono a rischio la stabilita’ dell’Ente Locale che, se da una parte si salva in extremis da una procedura di commissariamento, dall’altra si ritrova in un ginepraio di difficile gestione, dovuto al fatto che l’emendamento dice “Per l’anno 2017, il termine di venti giorni, previsto dall’articolo 141, c. 2, secondo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, assegnato al consiglio comunale o provinciale che non abbia approvato nei termini di legge il rendiconto della gestione per l’esercizio 2016, è stabilito in cinquanta giorni”.

Questo significa che la data ultima per la presentazione del Bilancio Consuntivo era quella del 19 giugno 2017 (50 giorni a partire dal 30 Aprile 2017).

Ad oggi non solo non è stato convocato il Consiglio Comunale per l’approvazione della proposta di delibera del rendiconto di gestione 2016 ma neanche è stata presentata ai Consiglieri la relazione del Revisore dei Conti come previsto sia fatto 20 giorni prima della seduta consiliare, atto fondamentale della proposta stessa.

Questa giunta continua a perpetuare il sistema adottato fino ad ora da tutte le precedenti, movendosi nell’illegittimità a danno dei cittadini che ne pagano letteralmente le conseguenze.

Nonostante tre nostre missive al Prefetto sulla situazione (alleghiamo l’ultima in calce), non abbiamo ottenuto delucidazioni, non ci resta che ricorrere in giudizio, per far valere non solo i diritti delle minoranze, ma anche quelli di tutti i quei cittadini che adempiono al proprio dovere nei termini previsti dalla legge.

3a lettera al prefetto – mancato rispetto termini procedurali

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