La paura fa novanta.

In piena pandemia, nel marasma di dati che s’incrociano, opinioni varie (spesso avariate) e quel senso di sfiducia e paura che ormai non tanto silente comincia a diffondersi, c’è sempre qualcuno che, a modo suo (o di chi glielo ha suggerito) prova a mettere ordine.

Con grande stupore, abbiamo appreso dell’apertura dello sportello virtuale” Covid 19.

Le buone intenzioni degli ideatori, vista “la forte espansione dei contagi su tutto il territorio nazionale e locale“, considerato che “La grande quantità di dati gestita dall’ASL ha causato – e causa ancora oggi – dei ritardi nelle comunicazioni verso gli Enti locali” e al fine di “poter essere maggiormente vicini ai cittadini nell’attivazione dei servizi di competenza comunale“, ci sono tutte ma qualche riflessione sorge spontanea.

Innanzitutto sorprende vedere un sindaco che, dopo il noto pasticcio sui ritardi di comunicazione da parte dell’ASL, ha pensato bene di fare un esposto contro chi ha esercitato semplicemente il proprio sacrosanto diritto di critica, anziché tutelare la comunità con un esposto contro i responsabili del ritardo stesso;

Sorprende vedere un’amministrazione palesemente assente nella gestione dell’emergenza, fatti salvi i comunicati ormai quotidiani del numero dei positivi (tutti in isolamento domiciliare), interessarsi alla questione solo nel momento in cui la cittadinanza a gran voce ha iniziato a tirar fuori qualche caso grave e purtroppo qualche deceduto;

Stupisce vedere un’amministrazione che, anziché denunciare alle autorità (non fosse altro che a scopo cautelativo) il comportamento e le mancanze dell’Azienda Sanitaria Locale, la giustifica e scarica la l’onere della comunicazione, su base volontaria, ai cittadini che, com’è successo, magari ricevono il referto quando ormai è avvenuto l’irreparabile.

Preoccupa vedere un sindaco che, pur avendone facoltà, non crea le “zone rosse” in cui gli assembramenti, specialmente giovanili, sono sotto gli occhi di tutti. Parliamo in particolare di Piazza Padella, Piazza Cesare Battisti (dove, senza traccia di mascherine, si gioca a pallone sotto la finestra del sindaco) e piazza martiri delle foibe.

Piazza Cesare Battisti in piena pandemia

L’immobilismo di questa Maggioranza, incapace di prendere decisioni importanti per paura di perdere quei pochi consensi rimasti, è sotto gli occhi di tutti.

Ma governare non vuol dire sedere sugli scranni pensando di avere in mano il potere… Governare significa soprattutto avere il coraggio di adottare scelte impopolari se la posta in gioco è la tutela della salute di tutti i cittadini!

2 thoughts on “La paura fa novanta.”

  1. caro Alessandro Marulli, hai perfettamente ragione. Siamo ormai, come si dice, alla frutta o se vuoi all’ammazza caffè. Evidente nelle decisioni dell’attuale amministrazione l’intenzione di salvare la faccia. Corre voce poi di un’intenzione nel riproporsi come futura aggregazione (giusto il termine) amministrativa. Sta ora ai tanti oppositori ricercare un’intesa su come procedere per evitare una sua conferma.

  2. ALESSANDRO sono pienamente d’accordo con quello che è scritto da te come movimento Cinque Stelle, in effetti l’attuale gestione di questo paese mi sembra assente sotto tutti i campi, riguardo poi questa pandemia non vi sono controlli sul territorio, cosa di estrema importanza visto che ancora ci sono persone (ragazzi e adulti)
    incoscienti che girano senza mascherina e che si riuniscono nelle piazze o nei bar. Tutto questo lascia senza parole, ritengo che non si può vivere in un paese dove vi è un ” COMUNE FANTASMA”

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